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Ville e monumenti lungo il Cammino – introduzione

Tonezza - Valle dei Ciliegi

Il Fogazzaro rivela una spiccata sensibilità verso il paesaggio e con i suoi romanzi offre l’opportunità di scoprire le bellezze del territorio che dovrebbero sempre essere tutelate e valorizzate. Egli stesso, tramite il personaggio di Carlino Dessalle, in Piccolo mondo moderno, si dimostra tremendamente attuale quando esprime un giudizio severo sull’incapacità degli enti preposti alla conservazione di un sito artistico pregevole, qual è l’abbazia di Praglia:

[…] il Governo con la sua Giunta superiore di Belle Arti, con i suoi elenchi di monumenti nazionali, con le sue Commissioni conservatrici di niente e rompitrici all’infinito, con le sue cateratte di retorica ministeriale, lasciava marcire e perire un gioiello simile […]

Tonezza - Valle dei Ciliegi

Tante sono le motivazioni per proporre il cammino Fogazzaro Roi, seguendo i luoghi dei romanzi ambientati in territorio vicentino Daniele Cortis, Piccolo mondo moderno e Leila; innanzitutto il non dimenticare la bellezza, ma l’esaltarla, contagiati dall’amoroso sguardo del romanziere verso la natura e dall’immaginario generato dalle sue opere.

La camminata, apprezzata e utilizzata dal Fogazzaro come unità di misura dello spazio del suo piccolo mondo e come ritmo delle scene più avvincenti dei suoi romanzi, è resa attuale e valorizzata, come espressione di libertà, da David Le Breton, uno dei massimi esperti contemporanei di antropologia del corpo:

Trovare sollievo nelle strade, nei sentieri, nei boschi non ci esime dall’assumerci la responsabilità riguardo ai disordini del mondo, ma permette di riprendere fiato, di affinare i sensi e di ravvivare la curiosità. In un’umanità che trascorre la quasi totalità del tempo seduta, in auto, in metropolitana o in ufficio, schiavizzata da computer e telefonino, camminare sta diventando una forma nobile di resistenza o di ribellione alla velocità, alla produttività, all’efficienza: un grido di libertà.

Il cammino fogazzariano invoglia ad evadere dalla frenesia quotidiana, a riconquistare in libertà i propri ritmi, a ricontattare le proprie radici immersi nella natura e ad arricchirsi culturalmente sulla scia delle suggestioni letterarie dei romanzi, artistiche dei monumenti e paesaggistiche dei luoghi evocativi. E’ un’esperienza emotiva che suggerisce una simbiosi con il paesaggio. A questo proposito il pensatore Frédéric Gros propone di:

[…] ridare un senso al corpo, in un’epoca che ne decreta la sua inutilità cercando di eliminare tutte le fatiche. Un paradosso, visto che al contempo oggi più che mai si mitizza la forma fisica. E questo recupero è collegato a uno degli aspetti fondamentali del cammino: la lentezza. Passo dopo passo, il paesaggio non è più una rappresentazione per i nostri occhi ma si installa nel nostro corpo, viene trascritto in noi.

 

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