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Tonezza del Cimone

Veduta dello Spitz, Tonezza del Cimone

Seguendo le indicazioni per Arsiero, si prosegue per Tonezza del Cimone, ribattezzata “Vena di Fonte Alta” in Piccolo mondo moderno e descritta in modo emozionante da Fogazzaro:

Lassù nella loro cintura di abissi ondulano supini al cielo i pineti e i faggeti di Vena, macchiati di smeraldo chiaro dove il prato li rompe e dilaga, picchiettati di rosso e di bianco dove stormi di casucce si annidano. Chi li contempla dall’alto dell’obliquo alato Picco Astore o delle grandi montagne nubifere di Val di Rovese e di Val Posina, non legge il loro minuto poema squisito. Ma il viandante vagabondo per i sinuosi lor grembi si domanda se ivi non siansi amate un momento, sull’aurora del mondo, meste Intelligenze delle montagne e gaie Intelligenze dell’aria; se la terra obbediente ai loro mobili sensi non siasi composta e ricomposta intorno a esse continuamente in talami oscuri […].

 

Il paese:

[…] è un piccolo albergo non posto dalle Intelligenze delle montagne né da quelle dell’aria, rustico al pian terreno dove il vino fermenta la domenica in canzoni e vocii, borghesemente lindo, le scale sonore di abete, […] le stanze […] odorate di abete, dov’è gradevole […] sentirsi vivere.

Il Cammino Fogazzaro Roi arriva quindi nei pressi di Villa Fogazzaro Roi, dove soggiornava la figlia di Fogazzaro, Gina, (nonna del marchese Giuseppe “Boso” Roi). La villa è chiamata nel romanzo: Villino dei Faggi.
A pochi passi, inizia il Sentiero Fogazzariano, inaugurato nell’estate del 2005 per iniziativa del Comune di Tonezza del Cimone.

Così si concluderebbe l’itinerario proposto, ma nutriamo la speranza che vi possa appassionare la relazione tra personaggi e paesaggio dei romanzi di Antonio Fogazzaro per beneficiare del valore, delle emozioni e del coinvolgimento dato dall’opera letteraria, e per ammirare la natura con uno sguardo più amorevole.

Ville e monumenti lungo il Cammino – introduzione

Il Fogazzaro rivela una spiccata sensibilità verso il paesaggio e con i suoi romanzi offre l’opportunità di scoprire le bellezze del territorio che dovrebbero sempre essere tutelate e valorizzate. Egli stesso, tramite il personaggio di Carlino Dessalle, in Piccolo mondo moderno, si dimostra tremendamente attuale quando esprime un giudizio severo sull’incapacità degli enti preposti alla conservazione di un sito artistico pregevole, qual è l’abbazia di Praglia:

[…] il Governo con la sua Giunta superiore di Belle Arti, con i suoi elenchi di monumenti nazionali, con le sue Commissioni conservatrici di niente e rompitrici all’infinito, con le sue cateratte di retorica ministeriale, lasciava marcire e perire un gioiello simile […]

Tonezza - Valle dei Ciliegi

Tante sono le motivazioni per proporre il cammino Fogazzaro Roi, seguendo i luoghi dei romanzi ambientati in territorio vicentino Daniele Cortis, Piccolo mondo moderno e Leila; innanzitutto il non dimenticare la bellezza, ma l’esaltarla, contagiati dall’amoroso sguardo del romanziere verso la natura e dall’immaginario generato dalle sue opere.

La camminata, apprezzata e utilizzata dal Fogazzaro come unità di misura dello spazio del suo piccolo mondo e come ritmo delle scene più avvincenti dei suoi romanzi, è resa attuale e valorizzata, come espressione di libertà, da David Le Breton, uno dei massimi esperti contemporanei di antropologia del corpo:

Trovare sollievo nelle strade, nei sentieri, nei boschi non ci esime dall’assumerci la responsabilità riguardo ai disordini del mondo, ma permette di riprendere fiato, di affinare i sensi e di ravvivare la curiosità. In un’umanità che trascorre la quasi totalità del tempo seduta, in auto, in metropolitana o in ufficio, schiavizzata da computer e telefonino, camminare sta diventando una forma nobile di resistenza o di ribellione alla velocità, alla produttività, all’efficienza: un grido di libertà.

Il cammino fogazzariano invoglia ad evadere dalla frenesia quotidiana, a riconquistare in libertà i propri ritmi, a ricontattare le proprie radici immersi nella natura e ad arricchirsi culturalmente sulla scia delle suggestioni letterarie dei romanzi, artistiche dei monumenti e paesaggistiche dei luoghi evocativi. E’ un’esperienza emotiva che suggerisce una simbiosi con il paesaggio. A questo proposito il pensatore Frédéric Gros propone di:

[…] ridare un senso al corpo, in un’epoca che ne decreta la sua inutilità cercando di eliminare tutte le fatiche. Un paradosso, visto che al contempo oggi più che mai si mitizza la forma fisica. E questo recupero è collegato a uno degli aspetti fondamentali del cammino: la lentezza. Passo dopo passo, il paesaggio non è più una rappresentazione per i nostri occhi ma si installa nel nostro corpo, viene trascritto in noi.